sabato 30 maggio 2009

Stelle a neutroni


Le stelle di neutroni sono gli oggetti più densi del cosmo subito dopo i buchi neri: un cucchiaino di una stella a neutroni peserebbe un centinaio di milioni di tonnellate.
Due ricercatori statunitensi Charles Horowitz e Kai Kadau hanno sviluppato un modello di dinamica molecolare per simulare il comportamento delle stelle a neutroni, sulla cui superficie vi sarebbe una vera e propria "crosta" con tanto di protuberanze o "montagne": Il modello è illustrato in un articolo ("Breaking Strain of Neutron Star Crust and Gravitational Waves") pubblicato sulla Physical Review Letters.
Grazie ai supercalcolatori del LANL, spiega Horowitz, "abbiamo modellizzato una piccola regione della crosta di una stella di neutroni seguendo il moto individuale di 12 milioni di particelle". In particolare, la simulazione di Horowitz e Kadau mostra come la crosta della stella sia verosimilmente costituita da ioni: "è più o meno composta da atomi normali, ma ionizzati. La pressione della stella è così elevata da "strizzare" gli elettroni e creare degli ioni; abbiamo quindi calcolato come la crosta si deforma e alla fine si rompe sotto l'estremo peso di una "montagna" sulla stella di neutroni".
La rottura della crosta produrrebbe dei brillamenti, i quali, a loro volta, causerebbero delle onde gravitazionali (la cui esistenza è prevista dalla Relatività Generale di Einstein) molto intense.
"Nel 2004, è stato rilevato un brillamento gigante proveniente da una magnetar (stella di neutroni dotata di un campo magnetico particolarmente intenso): si trattava di una quantità enorme di energia", ha osservato Horowitz. "Un brillamento di questo tipo è possibile solo se nel momento in cui la crosta si spezza c'è un'energia enorme immagazzinata all'interno della superficie e nel campo magnetico: identificare queste onde rappresenterebbe una grandissima scoperta e una conferma della relatività generale, e il nostro modello può essere d'aiuto in questo senso."

Fonte: Le Scienze

venerdì 29 maggio 2009

Il processo a Galileo: il Vaticano rende finalmente noti alcuni documenti segreti

Il cardinale Roberto Bellarmino salvò Galileo Galilei dal rogo, ma la cosa più interessante è che si trattava del suo principale accusatore.
Secondo i documenti che il Vaticano sta per pubblicare, il prelato scrisse che Galilei non era un "eretico", bensì i suoi studi andavano in quella direzione.
Una precisazione che gli salvò la vita. Alla fine del processo (1616 - 1633) Galilei, grazie alla forzata abiura, fu soltanto condannato al carcere domiciliare e i suoi scritti vietati.
I documenti custoditi da secoli dal Vaticano verranno resi interamente noti, trattasi di un volume di 550 pagine con 16 tavole raffiguranti le fasi salienti del processo.

Fonte: Repubblica.it

Il blog compie dieci anni

Era il Maggio 1999, quando Peter Merholz scrisse:"we blog", sulla barra laterale del suo sito. Fu così che il weblog da sostantivo passò a verbo, in italiano divenne "bloggare". In realtà sono passati dodici anni o più da quando i pionieri della rete cominciarono a sperimentare l'"autopubblicazione", senza chiedere alcun tipo di permesso.
In dieci anni i blogger sono diventati una sorta di "quinto potere" e il numero di blog ha superato la soglia dei 150 milioni. E in alcuni Paesi, come Cina o Iran, i blogger sono una categoria fuori legge. Molto spesso vanno a finire in carcere e a volte non fanno più ritorno a casa.
Il blog da genere "antimedia" è mutato in "mainstream", abitudine di massa: ci sono infatti gli innumerevoli iscritti dei social-network che ogni giorno bloggano senza sapere di farlo. Tutto ciò diventa una fittissima rete di scambio di informazioni e di "passaparola", che possono costare la reputazione di un ministro o di un titolo in borsa.
Ma a "noi" tutto questo piace tantissimo perciò, buon compleanno al Blog e auguri a tutti i blogger.

mercoledì 27 maggio 2009

Tunguska e il suo mistero ormai svelato


Vi ricordate di quella palla di fuoco che il 30 Giugno 1908 cadde in una remota regione della Siberia? Ovviamente vi ricorderete per sentito dire.
Si trattò di un vero e proprio mistero, sul quale si fecero le ipotesi più assurde. Da un incidente con l'antimateria agli effetti collaterali di un buco nero, fino ad arrivare all'ipotesi dell'impatto di una nave aliena.
Certo la voragine che si aprì allora, nei pressi del fiume Tunguska, fu di dimensioni colossali (incenerì una superficie pari a 2150 chilometri quadrati e abbattè 60 milioni di alberi). Pari all'esplosione di mille bombe atomiche fece sentire il suo boato a più di mille chilometri di distanza.

Comunque si trattò quasi sicuramente dell'impatto di un asteroide e a tal proposito E. Drobyshevski, fisico dell'Accademia delle Scienze di San Pietroburgo, ha proposto una nuova teoria abbastanza plausibile.
Dalla cometa 2005NB56, che in quel periodo passò nelle vicinanze della Terra, si staccò un frammento. Questo "pezzo di cometa", ricchissimo di idrogeno, a contatto con l'atmosfera terrestre si trasformò in una gigantesca bomba, provocando il terrificante effetto che già conosciamo. Ma la parte migliore della teoria è che tutto questo succederà di nuovo, nel 2045, quando la cometa 2005NB56 passerà di nuovo di qua. Anzi, se nel 1908 passò a 6,2 milioni di miglia dal nostro pianeta, tra 36 anni passerà a 3,8 milioni di miglia, molto più vicino.
Quindi che cosa succederà qualora perdesse un altro frammento? Mezza Asia verrebbe polverizzata? E se cadesse in Europa? Non ci resta che aspettare il suo ritorno.

martedì 26 maggio 2009

Hatebook: l'ultima frontiera del web

I fucking hate you (il nome la dice già lunga) è il più cliccato anti - social network del momento. Si tratta dell'ultima moda del web: settemila utenti che odiano e si fanno odiare, insomma, che si crogiolano nella loro cattiveria. Gli stessi creatori del network alimentano questa situazione, infatti nella sezione dedicata all'assistenza, alla domanda "questo sito non mi piace, come faccio a cancellare il mio account", rispondono con un secco quanto truce "ucciditi".

E' un connubio tra odio virtuale e social network, che va incontro agli "hater", odiatori professionisti, che si divertono a screditare personaggi pubblici e qualche volta, anche normali cittadini. In questi siti, che ricalcano il modello di facebook, un utente ha due liste di contatti, una dedicata agli amici, l'altra popolata dai nemici.

Questi strani network sono nati alcuni anni fa, siti come Snubster, Introverster o Isolatr ne sono un esempio. Essenzialmente sono una parodia dei social network, lo scopo è quello di avere meno amici possibile, o meglio ancora più nemici possibile.

Tra questi, non può mancare il "gemello cattivo" di Facebook: Hatebook. La struttura è identica a quella del famoso social network, ma si tratta di una immagine speculare alla rovescia. Invece di diventare fan di qualcuno o qualcosa si diventa hater, invece di lasciare saluti e commenti amichevoli sulla bacheca dei contatti, si lasciano insulti, pettegolezzi e cattiverie di ogni genere (il pericolo di essere censurati non esiste). L'ultimo arrivato, della categoria degli anti-social è My frienemies, la parola frienemy significa nemico travestito da amico.
Ho provato a dare un'occhiata ad ambedue questi siti, ma per il momento non sono disponibili.
My frienemies riporta questo interessante avviso: "This application has exceeded its allowed resource usage. If this was a bandwidth overage, it will be accessible again tomorrow. If your disk usage has grown to large, please contact us for assistance."

Fonte: repubblica.it

lunedì 25 maggio 2009

Le poche tracce di vita su Marte sono state distrutte dai robots della Nasa?

I Landers su Marte hanno distrutto i segni di vita? Invece di identificare le sostanze chimiche proprie di una forma di vita, le hanno "tostate" per errore?

Tra l'altro, anche se la vita su Marte non ci fosse mai statta, le comete e gli asteroidi, che in passato hanno colpito il pianeta, dovrebbero aver lasciato delle molecole organiche sulla sua superficie.

Alcuni scienziati hanno suggerito che le molecole organiche potrebbero essersi deteriorate naturalmente. Ma l'anno scorso, il Phoenix Lander della Nasa, che non trovò alcuna traccia organica su Marte, rilevò comunque qualcosa che avrebbe potuto avere a che fare con composti organici: una classe di sostanze chimiche chiamate "perclorati".

Questi perclorati sono relativamente "inermi" a basse temperature. Ma quando vengono portati ad una temperatura di centinaia di gradi Celsius rilasciano una notevole quantità di ossigeno, che spinge qualsiasi materiale combustibile, nelle vicinanze, a prendere fuoco.

La Fenice ed il Viking Landers, progettati per cercare molecole organiche, prelevano campioni dal suolo per poi riscaldarli ad altissime temperature, in modo da vaporizzarli ed analizzarli sotto forma di gas.
Quando Douglas Ming, ricercatore della NASA e i suoi colleghi hanno provato a riscaldare sostanze organiche in presenza di perclorati, hanno scoperto (potevano arrivarci prima!) che dalla combustione non rimaneva alcuna traccia delle molecole organiche. Si può solo immaginare la faccia che avevano nel momento in cui hanno presentato i risultati ad una conferenza a Houston.

Adesso stanno lavorando ad un nuovo strumento di indagine che non dovrebbe più avere questo inconveniente, di nome "Urey". Questo nuovo lander sarà lanciato nel 2016 ed effettuerà le analisi nell'acqua, così non correrà il rischio di bruciare le sostanze vitali!

Fonte: New Scientist

domenica 24 maggio 2009

L'ultima novità dal Giappone: Smile Scan


Essenzialmente è un "sorrisometro". Serve per misurare il sorriso dei dipendenti della West Japan Railway Company nel momento in cui incontrano un cliente.
E' simile ad una webcam, può essere montato sul pc o su una parete per scattare foto a intervalli regolari.

Le foto passano al vaglio di un software che valuta i movimenti del volto in punti chiave del viso, come ad esempio quelli agli angoli della bocca o ai lati degli occhi.
Alla fine esce il "punteggio in centesimi".
Secondo la Omron, la casa produttrice di questo simpatico aggeggio, lo smile scan aiuta i dipendenti a valutare il proprio sorriso (sembra che in Giappone sia un requisito indispensabile). Tra l'altro è meglio evitare di sorridere "troppo", cosa che potrebbe infastidire il cliente, il punteggio ottimale è 70/100.

sabato 23 maggio 2009

Bimbo di 9 anni pubblica libro: è un successo editoriale

Il libro di un bambino spagnolo, Thook, il drago inutile è un successo editoriale. Il racconto parla, in 40 pagine, di un drago narcisista, con qualche problema "adolescenziale".
Il bambino si chiama Manuel Alguacil ed è un appassionato di fantasy (a 4 anni leggeva Harry Potter, a sei Il Signore degli Anelli).

coppia in fuga con 10 milioni avuti per errore da una banca

La vicenda ha per protagonisti una coppia di fidanzati neozelandesi. Questi due giovani decidono di chiedere alla banca Westpac un prestito di diecimila dollari neozelandesi (circa 4.600 euro). Come risposta, la banca gli accredita sul loro conto 10 milioni di dollari pari a 4,6 milioni di euro. Un clamoroso errore! E loro che fanno? Scappano col malloppo! Ed è da Maggio che la polizia e l'interpol li cerca in tutto il mondo. In fondo si è trattato di un errore, non si può certo considerare un furto. Voi al posto loro cosa avreste fatto?

venerdì 22 maggio 2009

Uomo lupo per un disturbo genetico

E' un uomo di 31 anni, cinese, e ha il corpo ricoperto per il 96% da una foltissima peluria, praticamente capelli. La causa è genetica ed è dovuta alla presenza di un pezzo di DNA in più nel cromosoma 17. Questo disturbo viene indicato col nome di ipertricosi congenita generalizzata (CGHT).

La CGHT è estremamente rara, ci sono poco più di cento casi documentati nella storia della medicina. Un altro caso era stato quello di una donna messicana, Julia Pastrana, che girò l'Europa (credo come "fenomeno da baraccone") fra il 1850 e il 1860, prima di morire per complicazioni dovute ad un parto.

Fonte: New Scientist

giovedì 21 maggio 2009

Breve Storia della Fantascienza


Non posso negare che si tratta di uno dei miei generi letterari preferiti (per non parlare dei film! ma di quelli tratterò in seguito). Inizio con il riportare alcune "definizioni" del genere, tratte qua e là, nella rete:
1) La fantascienza è una possibilità, non sempre remota, di ciò che potrebbe capitare, nel bene o nel male, in un prossimo futuro.
2) E' un esercizio di creatività e un desiderio di libertà; un tentativo di rispondere con la letteratura e la poesia alle problematiche proposte dalla scienza.
3) E' un sogno effimero, una veloce intuizione del ciò che potrebbe essere, un viaggio nel tempo ed una incrollabile speranza nel futuro.

Ci sono poi le definizioni dei grandi scrittori di fantascienza o comunque di fonti più autorevoli:
1) Con il termine fantascienza si è soliti tradurre l'espressione inglese science fiction per indicare un genere letterario (e in seguito cinematografico) basato su una narrazione scientifica, cioè che costruisce una storia che ha come argomento la scienza. Il genere moderno, che vanta tradizioni antichissime (dai Greci a Swift, dall'Ariosto a Poe e Stevenson), viene fatto nascere nel 1926 quando Hugo Gernsback fondò negli USA la rivista «Amazing Stories». Inizialmente la fantascienza si presentò come strumento di illustrazione e di discussione dei possibili sviluppi e applicazioni della scienza e della tecnologia, e solo successivamente venne rifiutata l'utopia tecnologica (soprattutto grazie all'opera di H.G. Wells), mettendo invece in luce i pericoli di un processo di innovazione non accompagnato da un'adeguata coscienza etica. .....(tratto da Linkopedia di Piazzadante - Gruppo UTET).
2) La fantascienza è quel ramo della letteratura che si occupa delle reazioni umane ai cambiamenti scientifici e tecnologici. E poichè la vita umana è sempre stata soggetta a drastici cambiamenti provocati dal progresso scientifico e tecnologico, la fantascienza ha il grande merito di educare la gente ad accettare questi cambiamenti. (Isaac Asimov).
3) La fantascienza ha come tema fondamentale l'impatto di una scienza e/o una tecnologia - attuale o immaginaria - sulla società e sull'individuo. I personaggi, oltre che esseri umani, possono essere alieni, robot, cyborg o mutanti; la storia può essere ambientata nel passato, nel presente o, più spesso, nel futuro.
Il termine è usato, in senso più generale, in riferimento a qualsiasi tipo di letteratura di fantasia che includa un fattore scientifico, comprendendo a volte ogni genere di racconto fantastico; un certo grado di plausibilità scientifica rimane tuttavia un requisito essenziale.(tratto da wikipedia.org).

Dopo questo preambolo, facciamo un pò di "storia antica" della fantascienza.
Una domanda che mi sono sempre posta è stata: "quando nacque il primo romanzo di fantascienza?". Ho quindi fatto una ricerca abbastanza lunga, per approdare alla fine ad una risposta che dovrebbe essere abbastanza soddisfacente.
Il primo romanzo di "fantascienza" è stato scritto nel II sec. a. C. da Luciano di Samosata, il titolo è "La storia vera".
Si può definire come racconto di fantascienza essenzialmente per il tema trattato, riguarda infatti un immaginario viaggio sulla luna, e, a questo proposito, bisogna ricordare che la luna è stata per lungo tempo uno dei soggetti preferiti per i romanzi di fantascienza e fantasy degli albori.
Soggetto che divenne ancora più ricorrente con l'invenzione del telescopio nel seicento. Divenne infatti quasi una visione comune, quella di immaginare la luna come un pianeta abitabile, che poteva essere raggiunto con strani mezzi aerei.
Keplero stesso, scrisse nel 1610 un racconto intitolato Somnium, in cui un bambino islandese viene trasportato sulla luna da demoni volanti. Keplero non credeva di certo nell'esistenza di città e strani abitanti lunari, il suo romanzo aveva lo scopo di esprimere sotto forma di narrativa le sue teorie astronomiche (e la cosa gli procurò non pochi guai...). Per Isaac Asimov e Carl Sagan, fu questo il primo racconto di fantascienza.
Altro esempio, "The Man in the Moone" di Francis Godwin. Questo può essere visto forse più come una fiaba o un racconto fantasy, dato che il protagonista vola fin sulla luna grazie ad una intelaiatura trainata da oche.

Bisogna poi ricordare "La Nuova Atlantide" scritta da Bacone. A prima vista potrebbe sembrare un trattato di filosofia ma in realtà parla di un viaggio, che porta ad incontrare una civiltà più evoluta, in cui si immaginano molte invenzioni futuristiche.
Ma vediamo altri scritti del seicento. C'è sicuramente da ricordare "L'altro mondo o Gli stati e gli imperi della Luna" (1657) di Savinien Cyrano de Bergerac.
E poi c'è anche il romanzo di Margareth Cavendish, del 1666 "The Description of a New World, Called the Blazing-World", in italiano noto come il mondo fiammeggiante.
Per concludere, ricordiamo "The Consolidator or, Memoirs of Sundry Transactions from the World in the Moon", siamo già nel 1705, l'autore è Daniel Defoe.


Fine I Parte

Computer e calcoli complessi: nuovi sviluppi

Un gruppo di ricercatori del Department of Computer Systems Architecture and Technology (DATSI) della UPM's School of Computing e la Madrid's Supercomputing and Visualization Centre (CeSViMa), hanno lavorato per diversi anni su una piattaforma capace di integrare tecniche innovative e classiche per ottimizzare il problem solving a livelli complessi.

La piattaforma è basata su algoritmi evolutivi, che ottimizzano la ricerca di soluzioni per problemi di alto contenuto scientifico o ingegneristico. Questi risultati sono applicabili in diversi campi, dalla chimica molecolare allo studio della resistenza dei materiali, dalla robotica alla teoria dei giochi.

La piattaforma è conosciuta col nome di Multiple Offspring Sampling (MOS) mentre gli algoritmi evolutivi sono una famiglia di algoritmi collegati al mondo delle intelligenze artificiali (AI) e vengono utilizzati per risolvere problemi non lineari e complessi, dove molto spesso ci sono diversi inconvenienti legati alla bontà della soluzione e al tempo impiegato per ottenerla.

Questi metodi si sono ispirati alla Teoria della Evoluzione, postulata da Darwin nel 1859. E continuando ad utilizzare la metafora biologica, si può parlare di una popolazione di soluzioni, per un determinato calcolo, che si evolvono come se si trattasse di individui, fino ad arrivare alla migliore soluzione possibile.

Ci sono differenti tecniche da applicare in questo campo e ognuna di queste presenta aspetti positivi e negativi. Questa nuova metodologia, la MOS, combina differenti tecniche, cercando di cacciar fuori da esse il meglio che possono dare. Può lavorare ad esempio con i classici algoritmi genetici (GA), con gli EDA (estimation of distribution algorithms) che sono modelli probabilistici, oppure con tecniche più recenti come l'"evoluzione differenziale" (DE).

Questo studio è stato possibile grazie alla potenza di calcolo del computer della CeSViMa. E il lavoro continua, tanto che diverse tesi di dottorato sono basate su questo. Intanto il gruppo continua a lavorare su nuove tecniche di calcolo e sul miglioramento dei processi di ibridizzazione.

Fonte: Science Daily

Influenza suina ed esposizione all'arsenico

La risposta del sistema immunitario all'influenza A (H1N1) potrebbe essere compromessa se l'organismo viene esposto a bassi livelli di arsenico. Cosa che potrebbe accadere, ad esempio, bevendo acqua contaminata.

La notizia è stata pubblicata sull'Environmental Health Perspectives e i risultati provengono dal Marine Biological Laboratory (MBL) e dalla Dartmouth Medical School.

L'esperimento è stato eseguito su dei topi. Le cavie hanno ingerito una quantità di arsenico pari a 100 ppb (parti per bilione)per 5 settimane, che è stata sufficiente ad abbassare notevolmente le difese immunitarie verso il virus influenzale.

E' noto che in Messico ci sono diverse aree contaminate dall'arsenico ma non è ancora certo se le vittime dell'influenza suina abbiano bevuto o no acqua contaminata.

La statunitense Environmental Protection Agency considera "normale" una presenza di arsenico pari a 10 ppb, mentre un livello pari a 100 ppb o più viene comunemente trovato in regioni dove è geologicamente abbondante come la Florida, il nord del New England e le Montagne Rocciose.

Gli scienziati sono comunque convinti che una lunga esposizione all'arsenico possa portare a danni del sistema immunitario e endocrino.

Articolo: Kozul et al. Low Dose Arsenic Compromises the Immune Response to Influenza A Infection in vivo. Environmental Health Perspectives, Online May 20, 2009; DOI: 10.1289/ehp.0900911

mercoledì 20 maggio 2009

Batteri e bioplastica

L'idea è di Mark van Loosdrecht della Delft University of Technology, Paesi Bassi, e consisterebbe nel trasformare gli scarti organici in bioplastiche, note come poliidrossialcanoati (PHA), attraverso l'uso di batteri.
I PHA sono prodotti dalla fermentazione batterica di zuccheri e lipidi e sono perfettamente biodegradabili.
In un'altra ricerca Kevin O'Connor dell'Università di Dublino ha sviluppato un particolare processo per la produzione di PHA. Si tratta della "pirolisi", ovvero il riscaldamento di plastiche non biodegradabili, in assenza d'aria, fino alla rottura dei legami molecolari. Il prodotto risultante, di questa prima fase di lavorazione, diventa il nutrimento per batteri che lo convertono in PHA.
In questo modo, i microrganismi sostituiranno completamente il petrolio come materia prima per la produzione di plastiche.

Fonte: Le Scienze

Attenzione al consumo eccessivo di bibite gassate


La notizia proviene dall'International Journal of Clinical Practice (IJCP). L'allarme è stato lanciato da diversi medici dopo aver scoperto una relazione tra consumo eccessivo di coca-cola e problemi alla muscolatura.
Il Dr Moses Elisaf dell'Università di Ioannina in Grecia afferma che un uso eccessivo di bibite può portare problemi ai denti, demineralizzazione delle ossa, lo sviluppo di sindromi metaboliche e diabete.

Inoltre, sono causa dell'ipocalemia, ovvero un abbassamento improvviso del livello di potassio nel sangue, che porta effetti deleteri sulle funzioni vitali dei muscoli.
Gli effetti vanno dalla spossatezza muscolare alla paralisi.
C'è da dire però che i pazienti che sono in cura dal dott. Elisaf consumavano in media dai due ai nove litri di coca-cola al giorno (che schifo!).
Gli ingredienti della coca-cola che causano questo disturbo sono il glucosio, il fruttosio e la caffeina.

Bisogna dire che il presidente Obama forse non aveva tutti i torti quando voleva tassare l'uso delle bibite gassate in America.

martedì 19 maggio 2009

Un virus contro i tumori

E' stato creato da ricercatori italiani un virus herpes modificato per aggredire cellule tumorali.
La notizia è stata resa pubblica dall'Accademia Americana delle Scienze PNAS, e l'equipe di ricerca è stata guidata dalla virologa Gabriella Fiume dell'Università di Bologna. Il virus è stato geneticamente modificato per colpire le cellule tumorali risparmiando le sane.

Gemelli nati da due padri: rarissimo ma possibile

Vedendo che i due gemelli non si somigliavano per niente, una madre americana, texana per la precisione, ha voluto fare il test della paternità. Il risultato è stato scioccante: i bambini sono nati da due padri diversi, il marito e l'amante.
Due ovuli fecondati da spermatozoi appartenenti a due uomini distinti. C'era lo 0,01% di probabilità che accadesse. Mia Washington, la madre dei gemelli, ha dovuto così confessare l'adulterio al marito, che fortunatamente per lei l'ha perdonata.
Semplicemente pazzesco!

Fonte: repubblica.it

lunedì 18 maggio 2009

Arrivano le batterie alimentate ad aria: dureranno dieci volte di più

Frutto del lavoro dei ricercatori dell'università di St Andrews e Newcastle, porterà ad una nuova generazione di macchine elettriche, telefonini e lettori MP3.
Le normali batterie ecologiche che producono elettricità alimentate da fonti come il sole e il vento, hanno l'inconveniente di smettere di funzionare quando scende la notte o cambia il tempo.
La caratteristica peculiare di queste batterie è l'aggiunta di un componente che sfrutta l'ossigeno tratto dall'aria, rimpiazzando un tipico costituente chimico delle batterie ricaricabili di oggi. Il risultato è che si ha la stessa resa energetica di una batteria più voluminosa e pesante. La STAIR (St Andrews Air) cell sarà anche più economica rispetto alle normali batterie ricaricabili. Il nuovo componente è fatto di carbonio poroso che è molto meno costoso dell'ossido di cobalto di litio che va a sostituire.

Schema della batteria

Fonte: Engineering and Physical Sciences Research Council (EPSRC)

domenica 17 maggio 2009

Mega Shark vs Giant Octopus

Questa notizia l'ho pescata sul sito Improbable Research e consiglierei a tutti di guardare il trailer che ho postato fino alla fine...è davvero "imbarazzante", basti pensare che al confronto i trailers di "Mai dire Martedì" sembrerebbero film seri e impegnati.
La redazione di Improbable ha chiesto a due ricercatori, esperti di biologia marina e vincitori del premio Ig Nobel, di commentare questo ultimo "capolavoro" di fantascienza, "Mega Shark vs Giant Octopus" (ovvero "il mega squalo contro il polpo gigante"). E c'è da dire che i commenti dei due naturalisti sono stati davvero pieni di entusiasmo...

...non vedo l'ora che arrivi nelle sale italiane...

sabato 16 maggio 2009

Telescopi del futuro e vita aliena


Eventuali tracce di vita aliena su pianeti al di là del nostro sistema solare saranno presto alla portata dei nostri occhi. I calcoli e gli esperimenti presentati ad un convegno di astrobiologia, nella scorsa settimana, dimostrano come la prossima generazione di telescopi sarà, per la prima volta, in grado di individuare "segnali di vita" da pianeti orbitanti intorno ad altre stelle.

Qualsiasi indizio di una possibile vita su questi pianeti extrasolari dovrà provenire dalla minuscola frazione di luce emessa dalla "stella madre" che interagisce con il pianeta. I telescopi spaziali Hubble e Spitzer hanno entrambi rilevato gas come diossido di carbonio e vapore acqueo nelle atmosfere di una manciata di pianeti di gas giganti nel momento in cui passavano di fronte alle loro stelle. Le molecole di gas assorbono la luce a lunghezze d'onda caratteristiche, e questo appare dalle linee scure nello spettro emesso dalla stella, filtrato dall'atmosfera del pianeta. Ma scovare tracce di vita nello spettro di pianeti abbastanza piccoli per essere rocciosi come la Terra è al di là della sensibilità di questi strumenti.

Una potenziale traccia di vita è l'ossigeno, che è abbondante nell'atmosfera terrestre per via della fotosintesi di piante e microbi.

In un convegno sulla ricerca di vita al di là della Terra, tenutosi la scorsa settimana a Baltimora, Maryland, i delegati hanno ascoltato come l'infrared James Webb Space Telescope (JWST) della NASA possa rilevare tracce di ossigeno presenti nell'atmosfera di pianeti simili alla terra, che orbitano intorno ad alcune stelle abbastanza vicine, nel momento in cui questi pianeti si dovessero trovare a transitare di fronte la loro stella.
La NASA, sempre nel corso di questo convegno, ha presentato il Terrestrial Planet Finder, il cui lancio dovrebbe avvenire nel 2020. Questo telescopio dovrebbe essere abbastanza potente per scovare pianeti ricchi di ossigeno, anche molto lontani dalla terra e anche se non dovessero trovarsi a transitare di fronte il loro sole, questo perchè dovrebbe essere in grado di vedere la luce riflessa dalla superficie del pianeta.

Un'altra traccia di vita extraterrestre potrebbe essere trovata grazie alla particolare luce riflessa dalla materia vivente.
Bill Sparks dello Space Telescope Science Institute di Baltimora, ha misurato la polarizzazione della luce in presenza di cianobatteri. Ha scoperto che circa l'1% della luce diventa "polarizzato circolarmente" in presenza di questi batteri, e che ciò potrebbe essere rivelato da uno dei telescopi giganti con specchi di trenta metri e più, che dovrebbero entrare in funzione sulla Terra nel prossimo decennio.
Attenderemo con entusiasmo!

Fonte: New Scientist

giovedì 14 maggio 2009

Angeli e Demoni...e l'LHC


Nel precedente post avevo parlato della fortunata serie televisiva e cinematografica di Star Trek, e delle innovazioni tecnologiche che sono state suggerite da essa.
E' doveroso concentrarsi anche su di un altro film in uscita nelle nostre sale e cioè "Angeli e Demoni", tratto dal romanzo di Dan Brown, lo stesso autore del Codice Da Vinci. Di cosa parla? Di cose tipo visioni apocalittiche, logge segrete, complotti, patti col diavolo ecc.ecc., con il Cern di Ginevra e la più grande macchina costruita dall’uomo, l’LHC (Large Hadron Collider) che fanno da sfondo.
Ma che c’entra il più grande laboratorio scientifico europeo e il più potente acceleratore del mondo con storie di angeli e apocalissi? Perché si parla di un ipotetico e terribile ordigno costruito a partire dall’antimateria generata dall’LHC del CERN che può distruggere il Vaticano: al di là della trama che ha già suscitato non poche critiche, ma che resta fantasia, anche la fisica di cui si parla nel film non sta in piedi; è utile però a creare una storia che ci tenga col fiato sospeso, oltre a offrirci un’occasione per vedere alcune suggestive immagini della grande macchina che sta 100 metri sottoterra al confine fra Svizzera e Francia.
E poi guarda caso ci sono altri dettagli che condiscono la vicenda. Di certo ricorderete i sedicenti ricercatori che nel settembre 2008, poco prima che l'LHC entrasse in funzione per poi rompersi subito dopo, terrorizzarono il mondo con la previsione della nascita di un buco nero dall'esperimento che avrebbe inghiottito la terra in pochi anni. A tal proposito riporto un'idea un pò pazzesca pescata in un blog di ricercatori americani (l'autore è Jo Marchant del New Scientist).
Il titolo? "Come catturare un buco nero prima che divori il mondo".
E' difficile? Assolutamente no!, basta inscatolarlo e spararlo nello spazio.
Chiariamo che i fisici hanno ampiamente dimostrato quanto sia impossibile che ciò avvenga, ma se casomai il Large Hadron Collider particle accelerator, una volta entrato in funzione, causasse un buco nero si potrebbe correre ai ripari.
Prima di tutto bisogna considerare il tempo a disposizione. Un buco nero così creato avrebbe la stessa capacità di attrazione gravitazionale di un'arancia, non abbastanza per succhiare una quantità di materia apprezzabile, e perciò con crescita molto lenta. Secondo: i buchi neri possono avere carica, ciò dipende dalla natura delle particelle che ingurgitano, perciò i fisici potrebbero dargli carica negativa sparandogli dentro elettroni attraverso un tubo catodico. Poi potrebbero intrappolarlo in una scatola con le pareti metalliche caricate negativamente - ciò basterebbe a confinarlo, infatti le pareti con la stessa carica lo respingerebbero mantenendolo sospeso all'interno della scatola -. L'ultimo passo sarebbe quello di sparare il tutto fuori dal nostro sistema solare. Un ottimo spunto per un prossimo film di fantascienza. Non si può negare che i dati che provengono dall'LHC facciano comunque molta impressione: si calcola che quando la macchina sarà a regime, ogni secondo avremo 600 milioni di collisioni in grado di produrre calore 100 mila volte più potente di quello del Sole. L'ultima domanda che possiamo porci è questa, c'era davvero bisogno di impiegare vent'anni, spendere miliardi per realizzare un anello di 27 km dove si scontreranno fasci di particelle a energie mai viste, o è il solito delirio umano di onnipotenza. Le domande che attendono risposta sono tante: si cercheranno conferme a teorie, per ora solo nelle teste dei fisici, come quella delle stringhe, del bosone di Higgs, la particella mai osservata, conosciuta anche come "particella di Dio", che sarebbe all'origine della massa. Una volta data risposta a tutto ciò rimarrebbe davvero ben poco da chiederci.

Articolo originale in inglese: How to catch a black hole before it eats the world
Fonte: Angeli e Demoni, buchi neri e LHC: l'inferno sotto Ginevra?

mercoledì 13 maggio 2009

Fantascienza e innovazioni tecnologiche

Molto spesso i racconti e i film di fantascienza anticipano tecnologie che verranno sul serio ideate negli anni a venire. Prendiamo ad esempio la fortunata serie TV di Gene Roddenberry, Star Trek. Essa ha anticipato di circa quarant'anni molti oggetti tecnologici che sono poi diventati di uso quotidiano come i cd, i telefoni satellitari e i computer palmari. Nonchè il dispositivo comunicatore della serie che ha ispirato il design a conchiglia di molti cellulari, primo fra tutti lo "Star Tac" della Motorola (il nome deriva dall'unione di Star Trek con TACS, la tecnologia telefonica usata allora).
La serie ha inoltre introdotto nell'immaginario collettivo numerose altre possibilità futuristiche che sono attualmente oggetto di ricerche scientifiche come il teletrasporto quantistico, i viaggi a velocità superluminale e quelli nel tempo.
Soffermiamoci sulla velocità superluminale, la famosa warp drive (propulsione a curvatura) che rende possibile i viaggi interstellari superando i limiti imposti dalla relatività di Einstein.

Vediamo come funziona questo motore a curvatura, ideato dal dott Zefram Cochrane (lo ricorderete nel film Star Trek: primo contatto).
Essenzialmente il cuore del motore è un reattore materia/antimateria (MARA) dalla cui reazione, controllata dai cristalli di dilitio, si genera una enorme quantità di energia che a sua volta provoca una distorsione spaziotemporale attorno all'astronave (l'immagine che segue dovrebbe dare un'idea).

In poche parole lo spaziotempo si incurva fino a permettere al mezzo di saltare nel subspazio e raggiungere la destinazione in minor tempo, più precisamente si contrae lo spazio davanti all'astronave e si dilata dietro di essa.
Ma si potrà mai raggiungere questa velocità curvatura? Secondo due fisici della Baylor University è possibile.

Il prof. G. Cleaver e il dott. R. Obousy teorizzano che manipolando le dimensioni dello spazio-tempo attorno all'astronave con una enorme quantità di energia, si creerebbe una "bolla" che spingerebbe la nave a velocità superiori alla velocità della luce. Questa bolla sarebbe originata essenzialmente da energia oscura, la stessa che causò l'espansione dell'universo a velocità superiore a quella della luce subito dopo il Big Bang.

"Pensate alla nave come se si trattasse di un surfista che cavalca un'onda. La nave sarebbe spinta dalla bolla e la bolla starebbe viaggiando più veloce rispetto alla velocità della luce", secondo il prof. Cleaver, e "senza violare le leggi della relatività di Einstein".

L'idea è stata suggerita ai due ricercatori dalla famosa Teoria delle Stringhe.
Secondo questa teoria l'universo è composto da molteplici dimensioni. Oltre ad altezza, larghezza e lunghezza che sono le tre dimensioni spaziali e al tempo che è la quarta dimensione, gli scienziati ritengono che ci siano altre 6 dimensioni che non si possono ancora identificare. Una nuova teoria, denominata M-teoria, porta la teoria delle stringhe un passo più in là e afferma che le "stringhe" vibrano in uno spazio 11-dimensionale. Ed è proprio questa undicesima dimensione, secondo i ricercatori della Baylor, che potrebbe aiutare un'astronave a superare la velocità della luce.
I fisici della Baylor stimano che la quantità di energia necessaria per influenzare le extra-dimensioni è equivalente a tutta la massa di Giove convertita in energia.
Ma Cleaver stesso ammette che siamo ancora lontani dal poter creare una tale quantità di energia. Non ci rimane che aspettare che anche questa finzione cinematografica si trasformi in realtà.



Fonti: ScienceDaily; Wikipedia

martedì 12 maggio 2009

Deuterio ultra-denso: la benzina del futuro

E' centinaia di migliaia di volte più pesante dell'acqua (un cubo di questo materiale con i lati lunghi 10 cm peserebbe 130 tonnellate) e più denso del nucleo del sole e lo stanno producendo ora, al dipartimento di chimica dell'Università di Gothenburg.

Gli scienziati che lavorano con questo materiale sono alla ricerca di un processo energetico che sia più sostenibile e meno dannoso per l'ambiente rispetto al nucleare usato oggi.
Per ora sono state prodotte soltanto quantità microscopiche di questo composto che, a livello atomico, presenta delle peculiarità. La distanza fra gli atomi che lo compongono è inferiore, e non di poco, a quella della normale materia.
Il materiale deriva dall'idrogeno pesante, noto come deuterio, si tratta infatti di "deuterio ultra-denso". Tra l'altro, si ritiene che il deuterio ultra-denso svolga un ruolo nella formazione delle stelle e che sia presente in pianeti giganti come Giove.

Ma a che cosa potrebbe servire?
A questo risponde il Prof. Leif Holmlid: "una giustificazione importante per la nostra ricerca è che il deuterio ultra-denso può essere usato come "carburante" per la fusione nucleare attivata da laser. Si può realizzare la fusione tra nuclei di deuterio usando degli high-power lasers, rilasciando così grandi quantità di energia."

E poi: "se producessimo grandi quantità di deuterio ultra-denso, la fusione nucleare potrebbe divenire la fonte di energia del futuro. E tutto ciò potrebbe accadere molto prima di quanto in passato supponessimo fosse possibile", sempre secondo Leif Holmlid.
"Inoltre la fusione di deuterio dovrebbe dare come prodotti finali solo elio e idrogeno, e non sarà necessario avere a che fare con il trizio, altamente radioattivo, e previsto per l'uso in altri tipi di reattori. Questo significa che la fusione nucleare attivata da laser sarà molto più sostenibile e meno dannosa per l'ambiente rispetto agli altri metodi che sono in via di sviluppo".

Fonte: ScienceDaily

lunedì 11 maggio 2009

Ma cosa succederà alla Terra nel 2012?

L'ultimo allarme è arrivato dalla Nasa (in un bel rapporto di 132 pagine): una tempesta solare, forse simile ad una che avvenne nel lontano 1859, spegnerà satelliti, circuiti elettrici e telefonini. Riassumiamo in poche parole di che si tratta. Il sole varia il suo campo magnetico ogni 11 anni, anche se la lunghezza del ciclo può variare dai dieci ai dodici anni, raggiungendo un picco di attività che causa fenomeni come eruzioni solari e getti di massa coronale dai quali si sprigionano grandi quantità di energia e di radiazioni. Tali getti possono raggiungere la Terra dando luogo a tempeste geomagnetiche che potrebbero fare, a seconda dell'entità, molto male alle nostre linee elettriche, lasciando quindi al buio la bellezza di 130 milioni di persone.
Ma la domanda è: perchè tutte queste disgrazie dovrebbero capitare nel 2012?
Facciamo un riepilogo di tutto quello che è previsto per questo anno maledetto:
1. 15 Aprile 2012, centenario dell'affondamento del Titanic.
2. 20 Maggio, eclissi solare anulare.
3. 6 Giugno, secondo ed ultimo transito solare del pianeta Venere di questo secolo.
4. 27 Luglio - 12 Agosto, olimpiadi a Londra.
5. 6 Novembre, elezione presidenziale negli USA.
6. 13 Novembre, eclissi totale di sole, visibile dall'Australia e dal Pacifico meridionale.
7. 30 Novembre, fine delle trasmissioni TV analogiche a favore del digitale terrestre in Italia.
8. 21 Dicembre, Fine del 13º Baktun (periodo di 400 anni circa) del Calendario maya, secondo i quali sarebbe coinciso con la fine del mondo.
9. 22 Dicembre, casomai il mondo dovesse ancora esserci, inizio dell'Era dell'Acquario (secondo il movimento New Age), oppure, secondo i creatori di "X Files" lo sbarco degli alieni.
Certamente, l'elezione del presidente degli Stati Uniti e le Olimpiadi sono eventi della massima importanza, ma di sicuro l'ottavo evento (e forse anche il nono) è quello più inquietante. E adesso si aggiunge anche la tempesta solare...comunque sono sicura che sarà un anno come tutti gli altri...e forse la tragedia sta proprio in questo.

sabato 9 maggio 2009

L'Hobbit

Una dettagliata analisi della struttura del piede sembra risolvere una volta per tutte la questione se i resti del cosiddetto "hobbit", rinvenuti nella caverna di Liang Bua sull'isola di Flores nel 2004, appartenessero a una specie a sé stante del genere Homo, ossia a un Homo floresiensis, o a un uomo moderno dalla struttura corporea patologica.
"Questi hobbit erano bipedi, ma camminavano in modo differente dall'uomo moderno. I loro piedi mostrano una combinazione di tratti simili a quelli umani e altri più primitivi, simili a quelli di Lucy", spiega William Harcourt-Smith, dell' American Museum of Natural History e coautore di un articolo che ha meritato la copertina di "Nature".
I resti dell' Homo floresiensis risalgono infatti a un periodo compreso fra i 90.000 e i 18.000 anni fa, e dunque a un epoca in cui era già presente e diffuso l'uomo moderno. Proprio questa circostanza, unita alla piccola statura e alle dimensioni del cranio, aveva sollevato un forte dibattito fra gli studiosi. Svariate ricerche recenti sul teschio, sulla faccia e sulle ossa del polso avevano in realtà già identificato caratteristiche insolitamente primitive nei resti, che li avvicinano notevolmente agli scimpanzé e agli australopitechi, suggerendo fortemente che quegli abitanti di Flores appartenessero a una popolazione di ominidi primitivi.
Ora, l'analisi dell'anatomia del piede sembra dare una risposta definitiva alla questione. Pur avendo una struttura da bipede, il piede dell' H. floresiensis è molto lungo rispetto agli arti, laddove quello dell'uomo moderno è relativamente più corto, circa la metà della lunghezza del femore. Indicazioni ancor più significative sono poi venute dallo scafoide, l'osso che più contribuisce alla formazione dell'arco plantare nell'uomo moderno, e che nello hobbit somiglia molto a quello delle grandi scimmie, privo di un marcato arco: un tratto che indica che l'H. floresiensis non era in grado di camminare in modo efficiente su lunghe distanze.
L'analisi dei ricercatori è stata completata da un confronto fra il reperto fossile e le strutture dei piede che si riscontrano in soggetti umani moderni affetti da varie patologie, come il nanismo ipofisario: in questi ultimi appaiono comunque conservati, a differenza di quanto avviene nello hobbit, i tratti caratteristici del piede moderno.

Fonte: lescienze.espresso.repubblica.it

Scheletro alieno su Marte?

Ecco l'immagine del presunto alieno (vedi precedente articolo):

Si tratta di una bufala? Valutate...

venerdì 8 maggio 2009

La nuova costante di Hubble e l'energia oscura

Ci sono delle enormi novità per tutti gli amanti della cosmologia, perciò tenetevi forte! Grazie alle numerose osservazioni del telescopio Hubble è stata ridefinita la misura del tasso di espansione dell'universo con un errore più piccolo del 5%.
Il nuovo valore per il tasso di espansione dell'universo, conosciuto come "costante di Hubble" è 74.2 Km/sec per Megaparsec (con un errore pari a ± 3.6).
Il risultato si avvicina molto ad una precedente misurazione ottenuta sempre grazie ad Hubble di 72 ± 8 km/sec/megaparsec, ma la nuova misura è di due volte più precisa.
Questo nuovo e più preciso valore della costante di Hubble è importante al fine di migliorare la conoscenza delle proprietà dell'energia oscura, la forma di energia causa di una forza repulsiva nello spazio che spinge il tasso di espansione dell'universo ad accelerare.
Rivedendo la storia dell'espansione dell'universo a partire da oggi fino a quando era di soli 380.000 anni, gli astronomi erano stati in grado di piazzare dei limiti alla natura dell'energia oscura che sta accelerando l'espansione. (La misura per questo lontano e giovane universo è derivata da fluttuazioni nella radiazione cosmica di fondo, come determinato dal NASA's Wilkinson Microwave Anisotropy Probe, WMAP, nel 2003.)
Tutti i risultati che finora sono stati ottenuti dagli astronomi sono coerenti con la semplice interpretazione dell'energia oscura introdotta da Einstein un secolo fa per spiegare come fosse possibile che l'universo non collassasse sotto la forza di attrazione gravitazionale.
Anche se la costante di Hubble è stata cocepita molto tempo fa, prove dell'esistenza dell'energia oscura non sono arrivate fino a 11 anni fa, quando due studi, uno condotto da Adam Riess e Brian Schmidt del Mount Stromlo Observatory, e l'altro da Saul Perlmutter del Lawrence Berkeley National Laboratory, hanno evidenziato indipendentemente l'esistenza dell'energia oscura, in parte con le osservazioni di Hubble. Da allora gli astronomi hanno continuato le loro ricerche per definire meglio questa energia oscura.
L'approccio di Riess per ridurre le possibili interpretazioni dell'energia oscura - se si tratta di una statica costante cosmologica oppure di un campo dinamico (come la forza repulsiva che causò l'inflazione dell'universo dopo il Big Bang)- è quello di perfezionare le misure caratteristiche dell'espansione dell'universo.
Per arrivare a questa ultima misura il team di astronomi ha usato la Near Infrared Camera di Hubble e il Multi-Object Spectrometer (NICMOS) oltre all'Advanced Camera for Surveys (ACS), per osservare 240 Cefeidi, stelle variabili di sette galassie.
Una di queste galassie è la NGC 4258, la cui distanza è stata accuratamente misurata grazie alle osservazioni con i radio telescopi. Le altre sei galassie hanno recentemente ospitato le supernovae di tipo Ia che sono affidabili indicatori di distanza anche per le misure nel più lontano cosmo. Le supernovae di tipo Ia esplodono quasi tutte con la stessa quantità di energia e pertanto hanno quasi la stessa luminosità intrinseca.
Facendo tutte queste misurazioni, sempre con lo stesso strumento, Hubble, sono finalmente arrivati ad una valutazione più precisa della costante, anche se Riess si aspetterebbe, in futuro, di misurare la costante con una incertezza inferiore all'1%, al fine di mettere più vincoli sulle possibili soluzioni per l'energia oscura.

Fonte: sciencedaily.com
Bibliografia: Riess et al. A Redetermination of the Hubble Constant with the Hubble Space Telescope from a Di%uFB00erential Distance Ladder. The Astrophysical Journal, 2009; (accepted for publication)link

Galassia NGC 4258

giovedì 7 maggio 2009

Le bio - batterie: i batteri che producono energia pulita

I batteri possono produrre energia elettrica pulita, addirittura smaltendo rifiuti. L'universita' di Firenze e il Centro studi delle relazioni tra pianta e suolo di Roma (Cra-Rps) sono i primi enti in Italia ad avere un progetto di ricerca in questo ambito. Alcuni microrganismi producono energia elettrica col trasferimento extracellulare di elettroni. Con questi batteri è possibile produrre "batterie batteriche", già in fase di sperimentazione.

Il mantello dell'invisibilità

Ideato dai ricercatori della Berkley in California, misura 4 micrometri ed è in grado di far sparire gli oggetti, per ora minuscoli, dallo spettro dell'infrarosso.

Se noi vediamo un oggetto è perché parte della luce che lo colpisce viene riflessa fino alla retina. Per nascondere gli oggetti, il mantello invisibile di Zhang (il capo della ricerca) si serve di una sorta di inganno. Fisicamente ha la forma di una microscopica cupola, ma quando le onde luminose lo colpiscono vengono riflesse come se la sua superficie fosse assolutamente piatta. Com'è possibile? Il merito è della particolare struttura molecolare del mantello (composto da un wafer di silice e silicio) realizzata appositamente perché imiti alla perfezione la capacità di rifrazione di una superficie piatta. In questo modo il mantello riesce a sparire (e a nascondere qualsiasi cosa ci venga messa sotto) dai rilevatori sintonizzati su una certa frequenza.

Non è la prima volta che Zhang ottiene risultati simili. Solo un anno fa la sua troupe era riuscita a costruire un mantello invisibile ai rilevatori di microonde. Il problema era che questo mantello, composto da metamateriali metallici (caratterizzati da un indice di rifrazione negativo), presentava alti livelli di dispersione del segnale; inoltre funzionava solo a lunghezze d'onda superiori all'infrarosso e al visibile. Allora Zhang cercò un approccio diverso, rivolgendosi ai materiali non conduttori come la silice.

Per ora l'esperimento ha dimostrato di funzionare bene a lunghezze d'onda comprese tra 1400 e 1800 nm (infrarosso), ma Zhang sostiene che la stessa tecnica può essere facilmente utilizzata per schermare le frequenze dello spettro visibile e che di qui a pochi anni sarà utilizzabile per scopi pratici.

I possibili campi di applicazione, del resto, sono svariati: dalla trasmissione dei segnali nei computer alla riduzione dell'impatto ambientale di interi edifici.
Pare inoltre che l'aeronautica militare statunitense voglia sfruttare i principi del mantello per costruire velivoli Stealth di nuova generazione.
Ma potrebbe esser utile anche ai mariti gelosi, per seguire la propria partner senza essere visti...

mercoledì 6 maggio 2009

Come mappare il multiverso

Brian Greene ha dedicato questi ultimi dieci anni alla teoria delle stringhe. Il suo sogno è quello di fornire al mondo e ai fisici una teoria del tutto che possa contemplare ogni mistero del nostro universo. Nel suo libro L'Universo Elegante dà una vasta spiegazione della teoria e delle sue controversie.
Teoria che prevede in linea di principio molti universi, anche molto diversi dal nostro, come spiega il prof. Greene stesso, fisico teorico della Columbia University di New York. La speranza è che qualcosa nella teoria delle stringhe possa eventualmente escludere buona parte delle possibilità e individuare uno di questi universi come l'unico possibile: il nostro.

Finora ciò non è stato possibile e per questo motivo i teorici delle stringhe stanno iniziando a tentennare, forse dopo tutto la teoria può avere ragione, anche se in totale disaccordo con le loro ambizioni, il nostro universo potrebbe non essere il solo esistente. Greene stesso ammette: "Personalmente ho subito una sorta di trasformazione, e sono molto incuriosito da questa possibilità, cioè che ci siano molti universi, e che noi ci troviamo in quello in cui siamo in grado di sopravvivere".
Fino a poco tempo fa molti erano riluttanti ad accettare l'idea del "multiverso" (molti universi), la consideravano come una vera e propria "falla" nella teoria e adesso invece non solo accettano questa possibilità ma cercano di provare la sua esistenza.

Uno dei primi studiosi che si sono avventurati in questo campo è stato il fisico russo Andrei Linde che ora lavora presso la Stanford University.
Nel 1980 Linde sviluppò una teoria chiamata "inflazione", ovvero nelle prime frazioni di secondo successive al Big Bang l'universo avrebbe conosciuto una crescita esponenziale. La teoria dell'inflazione spiegherebbe come mai l'universo sembra grosso modo lo stesso in tutte le direzioni e perchè lo spazio-tempo è "piatto", sebbene la teoria di Einstein abbia ampiamente dimostrato come esso possa essere facilmente curvato.

Questo fenomeno dell'inflazione potrebbe essere ancora in atto se non eterno, nel senso che si può fermare in alcune regioni del multiverso (come la nostra) e continuare o iniziare altrove. Lo spazio sarebbe formato da un mosaico di regioni, ciascuna caratterizzata dalla presenza di determinati tipi di particelle fondamentali e in determinati rapporti che generano le diverse leggi a cui sono soggette. E non finisce qui. Estremizzando ancora di più la teoria si arriva a supporre che le costanti universali come ad esempio la massa dell'elettrone o la costante cosmologica sono determinate in modo del tutto casuale, e sempre casualmente le costanti e le leggi che governano il nostro universo si sono rivelate adatte alla vita.

Di sicuro la teoria delle stringhe ha molto fascino ma sulla sua validità c'è ancora da discutere. Ricordo le parole di un mio professore: "si tratta di una teoria per matematici pazzi"....e potrebbe anche essere così, comunque staremo a vedere.

Una rappresentazione pittorica del multiverso

Un solo cd trasparente al posto di 100 dvd

La forma è quella di un normale cd. L'unica differenza visibile è il colore, arancione, e la totale trasparenza dei materiali. La novità, però, è che potrà contenere fino a 500 gigabyte di dati. Ovvero 10 volte la capacità di un disco blu-ray e 100 volte quelle di un comune dvd. A prometterlo è la General Electric, che ha annunciato per il 2012 lo sbarco sul mercato di un nuovo supporto digitale per l'archiviazione dei dati, e ne ha presentato in video un prototipo.
Fantascienza? Non proprio. I ricercatori della società americana hanno infatti messo a punto un nuovo procedimento di registrazione e di lettura dati che permette di utilizzare non solamente la superficie del supporto, ma - complici i materiali adottati - l'intero volume dei dischi. Il segreto? Utilizzare la memoria olografica come tecnologia per l'archiviazione di informazioni.
Ma se, da un lato, la novità è di quelle che entusiasmano neofiti e grandi industrie, rimane da capire come risponderà il mercato - nel lontano 2012 - all'ennesima battaglia sui supporti digitali. Al proposito la General Electric, però, rassicura: "Poiché i nuovi dischi olografici potranno essere sostanzialmente letti e riprodotti utilizzando soluzioni simili a quelle dei lettori per i Blu-ray - ci ha tenuto a sottolineare Brian Lawrence - la nostra tecnologia sarà in grado di spianare la strada per l'avvento di drive olografici economici, solidi e affidabili. Il giorno in cui sarà possibile immagazzinare la vostra intera collezione di film in alta definizione su un solo disco in grado di supportare anche i formati ad alta risoluzione per la televisione in 3D è molto più vicino di quanto si possa immaginare".

Fonte: repubblica.it

Tessuti luminescenti grazie ai display elettronici

Si tratta di display elettronici che possono essere "stampati" su quasi tutte le superfici, inclusa carta e stoffa, grazie ad uno speciale inchiostro che emette luce.
Un team giapponese del "Dai Nippon Printing" di Tokio ha utilizzato una tradizionale tecnica di "screen-printing" per depositare un sottile strato di inchiostro, un gel luminescente, su una superficie.
Il gel è costituito da un composto di rutenio con nanoparticelle di silice e da un elettrolita (un sale che impedisce all'inchiostro di degradare, senza l'ulteriore utilizzo di rivestimenti protettivi). Il gel emette luce quando viene attraversato da corrente a basso voltaggio. La cosa particolare è che resiste al lavaggio in acqua.
Grazie all'impiego delle nanoparticelle il gel può essere stampato su qualsiasi superficie sotto forma di "piccolissime macchioline" o meglio pixel.
Per ora l'inchiostro, nel momento in cui viene attivato, emette solo luce rossastra, anche se i ricercatori stanno lavorando su altri composti metallici che emettono luce blu e verde in modo da ricreare l'intero spettro.
Le immagini che vengono prodotte non hanno ancora una definizione molto elevata, ci vorrebbero infatti pixel molto più piccoli, ma entro 5 anni si dovrebbe superare anche questo inconveniente prima del lancio sul mercato.

martedì 5 maggio 2009

Cinque lavori a prova di crisi

Sono cinque, secondo la rivista wired.it, i lavori a prova di crisi economica.
Vediamoli in un rapido elenco:

Sviluppatore di videogiochi indipendenti
Lavoro da 60.000 euro l'anno e anche più. Pensate ai creatori di Crayon Physics Deluxe o Flower, sono opera di piccoli team o di una sola persona, proprio come avveniva nei primi anni '80.

Ingegnere Aerospaziale
Evidentemente l'unica ragazza laureata in ingegneria aerospaziale e disoccupata l'ho conosciuta io. Però se dovessero aumentare, e probabilmente sarà così, i viaggi intorno alla Terra, con una miriade di compagnie private che operano nel settore del "turismo spaziale", il posto di lavoro è assicurato.

Esperto di tecnologie 3D
Lavoro affascinante, utile nell'industria cinematografica e non solo. Per il prossimo futuro sono previsti televisori che trasmetteranno immagini tridimensionali e non dimentichiamo programmi software come HumanEyes Capture 3D o FoxTab.
Si tratta proprio della tecnologia di mercato del momento.

Architetto ecocompatibile
Sviluppare case ecocompatibili che sfruttano le energie alternative è il must del momento. Perciò è un consiglio da dare agli architetti quello di lanciarsi nell'innovazione.

Investigatore digitale
Questo lavoro mi interessa molto. Il cybercrime è un problema molto attuale. Gli investigatori odierni devono avere ottime competenze informatiche e uno specialista del settore può guadagnare cifre importanti, ben oltre i 100mila euro.

La Singolarità Tecnologica: fra quanto tempo ci inghiottirà tutti?


Vent'anni esatti, e poi non avremo più scampo. I progressi tecnologici saranno così tanti e tali da non poterli più controllare in un futuro non troppo lontano.
Il fenomeno è conosciuto come Singolarità Tecnologica e ce ne parla il Prof. Vernor Vinge, matematico e romanziere che introdusse questo concetto negli anni '80 (lo scrittore è anche famoso per avere introdotto il concetto di "cyberspazio" con il romanzo True Names) e lo rielaborò in seguito, nel 1993, in un saggio The Coming Technological Singularity. Ultimamente ha rilasciato un'intervista ad H+ Magazine, rivista di trans-umanesimo, in cui afferma che si stupirebbe se entro il 2030 la Singolarità non si fosse ancora manifestata.
Però mentre per Vinge la Singolarità potrebbe portare a sviluppi positivi per la civiltà umana, con la nascita di superuomini notevolmente intelligenti, per Ray Kurzweil, informatico americano, il futuro non sarà affatto roseo.
Kurzweil spiega come ogni invenzione possa portare a conseguenze imprevedibili (legge del "Ritorno Accelerato"), un esempio potrebbero essere le intelligenze artificiali se, in un prossimo futuro diventassero troppo intelligenti e troppo indipendenti, tanto da decidere di disfarsi dell'uomo, un bell'avvenire alla Terminator (però senza viaggi temporali).
Se posso dare un mio parere, anche la completa sostituzione dell'analogico col digitale potrebbe portare qualche imprevisto...tenete da parte qualche vecchia radiolina, più in là potrebbe servire.
Se volete saperne di più sulle teorie di Vinge date un'occhiata al sito http://mindstalk.net/vinge/vinge-sing.html dove è riportato il suo articolo più famoso (in inglese). Su estropico.com troverete qualcosa dei lavori di Kurzweil tradotta in italiano.
Felice progresso a tutti

Fonte: Deotto, wired.it

Dal Cnr: il periodo appena trascorso è il più piovoso degli ultimi 200 anni

Non è stata solo un'impressione. I mesi appena passati - da Novembre 2008 ad Aprile 2009 - sono stati, per il nostro Paese, i più piovosi degli ultimi 200 anni.
Secondo il Cnr l'Italia ha registrato il record grazie a una piovosità superiore del 54% alla media climatologica (quella convenzionalmente assunta va dal 1961 al 1990).
Non ha fatto però particolarmente freddo, le temperature sono state infatti piuttosto miti.

Fonte: repubblica.it

Una raccolta di immagini...spaziali!

A T.

lunedì 4 maggio 2009

La casa che scotta!

E' un vero e proprio mistero quello che ha lasciato temporaneamente senza casa gli abitanti di un palazzo di 2 piani vicino Caltanissetta.
La sera del 1 maggio il pavimento di un appartamento della palazzina ha raggiunto inspiegabilmente i 100 gradi.
In attesa di una spiegazione si moltiplicano le ipotesi sulle cause, in bilico tra geologia e superstizione. Il quartiere che ospita l'edificio sorgerebbe sopra grotte e cavità naturali e pare che in passato fosse attraversato da acqua calda proveniente da un'antica sorgente.
Per ora la temperatura del pavimento si è assestata sui 60 gradi ed è tenuta sotto stretta osservazione.

Fonte: ANSA

domenica 3 maggio 2009

Wolfram Alpha: il nuovo motore di ricerca intelligente


Si tratta di un motore di ricerca rivoluzionario, è in grado infatti di dare risposte precise a domande precise, senza sconvolgere l'utente con migliaia di riferimenti nei quali "pescare" ciò che serve.
E' stato presentato poco tempo fa all'Università di Harvard dal fisico britannico Stephen Wolfram (qualcuno lo ricorderà come l'ideatore del programma Mathematica).
Vogliamo fare qualche esempio sulle domande alle quali Wolfram Alpha sa rispondere?:
"Qual è il monte più alto della Terra e quanto misura?" e Wolfram Alpha darà una risposta precisa più una serie di informazioni utili correlate, come la posizione geografica, le città più vicine, grafici e cartine. Inoltre sarà più facile trovare informazioni su formule matematiche o esperimenti scientifici.
In sostanza si tratterà di un programma dotato di qualcosa che va molto vicino all'intelligenza artificiale.
Le informazioni saranno continuamente controllate e aggiornate da un team di scienziati ed esperti.
Anche Google ha annunciato che sta lavorando a un motore di ricerca intelligente, e non è da escludere che in futuro ci possano essere alleanze tra i due.
Il motore sarà completamente gratuito e sarà lanciato tra qualche settimana entro il mese di Maggio.

Fonte: repubblica.it

sabato 2 maggio 2009

Scheletro alieno su marte?: una foto della Nasa fa impazzire i blogger

C'è un'immagine che sta facendo impazzire i blogger e gli ufologi di mezzo mondo perché assomiglia proprio allo scheletro di un extraterrestre. L'ha scattata su Marte il famoso "rover" Spirit ed è oggetto di decine di forum e chat per appassionati del genere.
Uno degli "alien-spotter" (cacciatori di alieni), citato dal sito del Daily Telegraph, azzarda un'analisi metricodecimale: "Lo scheletro è di 15 centimetri con due occhi a 5 centimetri di distanza fra loro. La capacità cranica è approssimativamente di 1400 cc - scrive - si intravede quella che sembra una piccola bocca appuntita, quindi è probabile che questa creatura sia carnivora". Decisamente più ironico un altro blogger, il quale fa notare che "la corona ha una struttura ampia, evidentemente per sostenere la muscolatura di antenne, anche se non sono visibili da questa angolazione". "Il setto nasale è allargato e smussato come se fosse stato esposto in un contesto freddo e ventoso - osserva ancora - E' stato decapitato o sepolto fino al collo?". L'ultima immagine marziana che assomigliava a uno scheletro risaliva al 2006, ma risultò in seguito alterata. Quanto alla famosa 'Faccia su Marte', immortalata dalla sonda Viking 1 nel 1976, che mostrava le sembianze di un volto umano, fu spiegata con un contrasto di luce poi scomparso quando la stessa zona fu fotografata di nuovo.

Fonte: Apcom, wallstreetitalia.com

venerdì 1 maggio 2009

E' arrivata "Vine": l'applicazione per localizzare gli amici

La Microsoft ha annunciato Vine un nuovo programma per individuare la posizione di amici e familiari e comunicare con loro quando necessario.
L'applicazione, attualmente in fase di test tra alcuni utenti di Seattle, consente di visualizzare in una mappa digitale la collocazione dei propri amici che usano Vine e di pubblicare brevi report o inviare veri e propri allarmi a tutti coloro che si trovano all'interno di una determinata area. Oltre alla comunicazione tra contatti, attraverso il programma sarà possibile ricevere le notizie che riguardano una località e selezionare informazioni utili, come le condizioni climatiche. Vine non sarà rilasciato al pubblico prima di qualche mese, ma è possibile richiedere l'iscrizione al programma di test dal sito ufficiale.

Social network. Più che un software per gestire le emergenze, Microsoft Vine è un social network a tutti gli effetti. Aggiungere contatti e condividere il proprio status, sono operazioni tipiche di Facebook e Twitter e che, non a caso, Microsoft ha già annunciato di voler integrare presto nel suo programma. A queste funzioni vanno poi aggiunte alcune proprietà come la possibilità di aggiornamento attraverso email ed sms che, secondo Microsoft, renderanno più solido il sistema di Vine, anche quando un cataclisma complicherà le comunicazioni. L'arma in più rispetto al "libro delle facce" e al popolare servizio di microblogging sarà la possibilità di conoscere dove si trovano i propri contatti, ma anche in questo settore Microsoft non arriva per prima.

I rivali. I social network georeferenziati, che indicano cioè la posizione fisica dei loro utenti, sono uno dei campi di maggior sviluppo del web 2.0.
Se in questo settore Facebook e MySpace appaiono in ritardo, non altrettanto si può dire di Google che a febbraio ha lanciato l'applicazione Latitude.
Ma sul nuovo campo di scontro tra Microsoft e Google c'è anche la start-up italiana MobNotes che, attraverso il sito e un'applicazione per iPhone e cellulari Android, permette di creare dei post-it virtuali da attaccare su una mappa "sociale", condivisa tra i vari utenti.

Fonte: Repubblica.it

A due anni soltanto è intelligente come Einstein

E' inglese e si chiama Elise. E' una bambina prodigio, per l'esattezza la bambina più intelligente del Regno Unito. Ha infatti un QI di 156 (gli adulti in media raggiungono 100) quando Albert Einstein, dicono che totalizzasse 160.
I genitori, ambedue non laureati e con lavori modesti, raccontano che è sempre stata molto precoce. A sette mesi camminava, a un anno e due mesi contava fino a dieci e a un anno e mezzo contava fino a venti, recitava perfettamente l'alfabeto e conosceva già diverse poesie a memoria.
E' stata già ammessa al MENSA, organizzazione fondata in Inghilterra nel 1946 per riunire le persone più intelligenti del Regno. Insomma, complimenti a lei e ai suoi genitori!

Fonte: Daily Mirror