giovedì 30 luglio 2009

Vuoto quantistico, simmetrie, asimmetrie,....ecc.

Vi propongo una serie di link (un pò basandomi sulle ricerche che fate in questo blog):
- Dal sito Cose di Scienza: "L'origine della materia" (sullo stesso sito troverete diversi articoli di divulgazione scientifica, tutti molto belli)

- "Dal vuoto quantistico alla percezione geometrica inerente alla curvatura della luce e dello spazio" (non vi spaventate!, va benissimo per i ragazzi di scuola superiore)

- "L'origine quantistica della simmetria temporale" (sul sito Di Renzo Editore ci sono numerosi ebook...date un'occhiata)

- c'è anche la sezione di wikipedia con numerosi riferimenti ed altri link.

- infine, se proprio non volete andare a mare preferendo di gran lunga stare dentro a leggere andate su asimmetrie.it.

Spero che possano esservi utili....e buona estate a tutti!;)

"Sbagliando non si impara"

Secondo una ricerca del Mit il famoso detto va rivisto. Si apprende più dai successi che dai fallimenti. Studiando il comportamento delle scimmie si è notato che dopo una risposta positiva i neuroni memorizzano l'informazione in maniera più efficace e persistente. Dopo un errore invece, si è spinti a tornare sui propri passi, anche se portano nella direzione sbagliata.
Lo stesso studio è stato condotto anche sugli uomini e i risultati sono stati pubblicati sul Journal of Neuroscience nello scorso autunno. Nei bambini, apprendimento e successo vanno spesso di pari passo, mentre negli adulti la situazione si mitiga e ovviamente, si impara anche dagli errori. Questo dimostrerebbe comunque che il mio professore (mi riferisco ai tempi dell'università), nel momento in cui affermava che per capire bene lo svolgimento di un nuovo esercizio bisognava commettere degli errori, si sbagliava dato che, secondo lui, il risultato corretto al primo tentativo non ci avrebbe fatto capire niente. Ma!...ognuno ha la sua opinione, certo è che non sempre l'apprendimento è basato su lacrime e sudore.

Fonte: E.Dusi, Repubblica.it

mercoledì 29 luglio 2009

Isola Capo Rizzuto: intossicati 100 turisti

Quando si dice: "piove sempre sul bagnato". Ecco un'altra notizia da leggere con attenzione: Capo Rizzuto, acqua avvelenata al resort. Intossicati 100 turisti: "E' sabotaggio".

Solare termodinamico: gli incentivi non saranno ridotti

Stefano Saglia, sottosegretario alle Attività Produttive, ha così risposto alle preoccupazioni espresse dal presidente dell'Enea: "non intendiamo ridurre gli incentivi al solare termodinamico".
Le polemiche hanno avuto inizio dopo la presentazione di una mozione del governo a favore di "altre" fonti di energia. Il resto del discorso è questo: "Il nostro governo – ha spiegato Saglia - è attento a tutte le fonti di energia e non ha alcun pregiudizio rispetto a questa o quell'altra fonte. Il problema del solare termodinamico – ha tuttavia aggiunto – è che viene combinato con centrali termoelettriche tradizionali e c’è quindi bisogno di fare ancora ricerca".


"Noi - ha concluso Saglia - abbiamo un progetto euromediterraneo e quindi con Francia e Germania vogliamo svilupparla all'interno dell'area del Mediterraneo, una volta realizzato l'elettrodotto sottomarino dalla Tunisia che ci consentirebbe di portare questa energia rinnovabile su entrambe le coste".
Questa è la sintesi. Attendiamo altre notizie.

Fonte: Zeroemission.Tv

martedì 28 luglio 2009

Noi ..."poveri dottori": ma che ci facciamo qua?

"L'Italia? Non è un Paese per giovani, tantomeno per laureati. Troppo qualificati, troppo colti, troppo preparati, impossibile accontentarli tutti e allora che si fa? Semplice: il posto da carrellista lo diamo all'ingegnere, quello dell'operatrice call center all'insegnante di lingue mentre agli sportelli della posta basta qualche laureato in Scienze della Comunicazione e il gioco è fatto. I diplomati? Ma a lavare le scale no? Le donne poi, con questa fissa del lavoro e dell'autonomia a tutti i costi! Non potrebbero andare a cucinare e a lavare i piatti come fanno quelle sante femmine del Terzo mondo? ......"

Tratto dall'ultima indagine di Almalaurea ecco un articolo molto significativo:
L'Italia non è un Paese per laureati di Giovanna Di Carlo

Ambiente: mille scatti tenuti segreti

Torno un attimo sul tema dell'ambiente per segnalarvi questo articolo di Repubblica:
Bush censurava i ghiacciai. Ecco le foto tenute segrete

domenica 26 luglio 2009

Cambiamenti climatici


di Cristina Turchi, "Ciminiere", tratta da Requiem per il Petrolio

Il clima sta cambiando sì o no? E' una domanda che va di moda, quasi come quella dello sbarco sulla Luna,.... ha avuto luogo nel 1969? C'è stato,..... è stata una montatura cinematografica....boh.... Credo che si andrà avanti così per moltissimo tempo. Lasciamo da parte la Luna, che fortunatamente brilla indisturbata sui nostri cieli (almeno fino a quando non ci costruiranno sopra il primo condominio...) e soffermiamoci sul clima.
Nel 1979 ci fu la prima conferenza mondiale sui cambiamenti del clima che ha reso noto il problema di come "....prevedere e prevenire potenziali cambiamenti climatici causati da attività umane che potrebbero avere un effetto negativo sul benessere dell'umanità" (fonte: ISPRA).
Se ne discute ancora, come del resto testimoniano le 80 milioni di fonti presenti su Internet (a detta del New Scientist), eppure la maggioranza delle persone (di tutti gli Stati Occidentali), non si preoccupa minimamente di questo problema e, cosa ancora più particolare, c'è un numero di scienziati, tutto sommato non grandissimo ma comunque rilevante, che rema contro. Ebbene, diversi studiosi negano l'esistenza del problema, negano che il petrolio prima o poi finirà, negano gli effetti negativi delle emissioni di CO2 (ma quale anidride carbonica? ogni mattina mi attacco al tubo di scappamento della mia auto, respiro tutto a pieni polmoni e non ne soffro affatto, anzi....scoppio di salute!), negano che sia opportuno puntare sulle energie alternative, perché in fondo in fondo, le ciminiere piacciono, fanno parte di una decantata cultura industrial e si abbinano perfettamente all'ambiente, anzi, arricchiscono il paesaggio con nubi variopinte e forniscono quella soffice nebbiolina che rende ancora più poetiche le vie delle città. E quindi, che bisogno c'è di puntare sui pannelli solari? O sull'energia eolica? Quando possediamo quell'inesauribile fonte di energia e di ricchezza (per certa gente, soprattutto ricchezza) che si chiama petrolio, chiamato "oro nero" dagli amici, considerato m...a da chi non ne comprende appieno il fascino.
Adesso, non voglio parlare di catastrofi imminenti dovute al cambiamento climatico e non voglio contribuire a gettare allarmismi, come del resto buona parte degli scienziati che si dedicano da più di quarant'anni a questo problema non ha alcuna intenzione di fare. Ciò che voglio sottolineare è l'importanza della salute umana e il fatto che, in alcune città, come ad esempio Pechino, l'aria è letteralmente irrespirabile (vedi articolo). Ma non solo questo....parliamo di un'altra cosa abbastanza tangibile...la spazzatura o meglio, la "monnezza", come la chiamano a Napoli (altro abbellimento e punto di forza delle nostre città)... che facciamo con quella? I ricchi petrolieri e i vertici della finanza mondiale sapranno sicuramente come risolvere il problema....gli scienziati con la "esse minuscola" (con la esse minuscola perché si abbassano a parlare di monnezza invece che di astri del cielo) propongono timidamente vie d'uscita (qualche giorno fa su rai1, c'è stata una rubrica interessante di superquark riguardo lo smaltimento dei rifiuti e le "possibilità" che possono scaturire da un corretto riciclo).
Ma tutto questo non fa presa sulla gente. Alcune fabbriche liberano di nascosto sostanze nocive, fanno ammalare di cancro gli sfortunati o i "pezzenti" che vivono nelle loro vicinanze...e si perde tempo a fare inutili polemiche.
Anche voi scienziati perché una buona volta non vi mettete d'accordo e non lasciate da parte gli interessi di alcuni "individui" che non desiderano cambiamenti e svolte epocali perché amano troppo i loro soldi. Ammesso che il petrolio finisca o non finisca, perché non iniziare a investire in altro? Se la crisi economica dovesse portare alla rovina di qualche ricchissimo texano ve ne importerebbe sul serio qualcosa?
Concludo con una considerazione dell'opinionista che ha scritto l'articolo seguente di cui consiglio vivamente la lettura:
da "Comment: Why people don't act on climate change "
.....poiché le persone tendono a dar più fiducia a coloro che sembrano condividere i loro stessi valori e comprendere i loro bisogni, è essenziale allargare la gamma delle voci che parlano di cambiamenti climatici - anche se questo dovesse significare
per gli esperti del clima perdere parte del controllo per incoraggiare altri che sono "comunicatori migliori" di parlare in loro vece.

Detto in parole povere, la scienza va "comunicata" e non è banale. Un ricercatore può trovarsi nella condizione di avere un sacco di dati in mano ma di non poter convincere nessuno perché quello che dice non è bello, non è auspicabile e perciò non è condivisibile. Arriva invece uno, che parla e scrive benissimo, che sa cosa deve dire per risultare simpatico e diventa un uomo "credibile" e di scienza.
Più in là continuerò questo discorso, adesso smetto perché il caldo è davvero insopportabile, ma magari è solo un impressione, dato che c'è chi afferma che negli ultimi dieci o vent'anni le temperature si sono abbassate.

sabato 25 luglio 2009

venerdì 24 luglio 2009

Nuvole e... riscaldamento globale


Quali saranno gli effetti del riscaldamento globale? L'aumento delle temperature degli oceani porterà ad un aumento della copertura nuvolosa del cielo o ad una graduale scomparsa delle nubi? La ricerca condotta da Amy Clement e Robert Burgman dell'Università di Miami e da Joel Norris della Scripps Institution, appena pubblicata sul Science, porterebbe alla risposta peggiore. Le nubi stratiformi basse tenderanno a scomparire per il riscaldamento dell'oceano causando una accelerazione del fenomeno.
I dati sono stati raccolti dai satelliti meteorologici e dalle osservazioni visive da bordo delle navi degli ultimi cinquant'anni.
Un altro effetto del riscaldamento degli oceani è l'indebolimento degli alisei.
Purtroppo, aggiungono i ricercatori, gli attuali modelli climatologici non riproducono il comportamento delle nubi, a parte il modello sviluppato dall'Hadley Centre, molto più credibile rispetto agli altri.
Le osservazioni dei marinai, si rivelano comunque di un'importanza notevole per svelare i cambiamenti del clima.

Fonte: Le Scienze

martedì 21 luglio 2009

Come si "rompe" una goccia di pioggia

Lo studio è stato pubblicato sull'ultimo numero della rivista Nature Physics ed è opera di un team francese. La scoperta riguarda le gocce di pioggia che, a differenza di quanto si credeva in passato, si disintegrano ancora prima di toccare il suolo.
Le immagini sono state riprese grazie ad una telecamera ad alta risoluzione (il video lo trovate sul sito del corriere della sera). La goccia di pioggia, formatasi nella nuvola, ha una forma perfettamente sferica, poi, durante la caduta tende ad appiattirsi e a causa della resistenza dell'aria si schiaccia sempre più nella sua parte inferiore fino a gonfiarsi ed infine esplodere in goccioline piccolissime.

Sembrerebbe che sia stata data risposta ad un annoso quesito: "perché le gocce di pioggia hanno tutte forme differenti?"...e la risposta è stata fornita da Emmanuel Villermaux e Benjamin Bosso dell'Università di Marsiglia.
La grandezza della goccia dipende poi da svariati fattori come l'altezza di caduta e la velocità del vento.

Grazie a questo studio, come ci spiegano gli stessi ricercatori, si può comprendere come mai, quando si spruzzano pesticidi, buona parte di essi vada sempre a finire nel terreno del vicino.

Fonte: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_luglio_21/pioggia_scoppia_prima_di_toccare_suolo_86cf2586-75cb-11de-95fa-00144f02aabc.shtml

http://www.nature.com/nphys/journal/vaop/ncurrent/abs/nphys1340.html

lunedì 20 luglio 2009

Birthday Stars at ESO

Vuoi sapere quale stella è nata con te? Vai sul sito dell'ESO e inserisci la tua data di nascita.
Birthday Stars at ESO

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Fonte:http://avventureplanetarie.blogspot.com/2009/02/manda-il-tuo-nome-nello-spazio-e-scopri.html

domenica 19 luglio 2009

Alla scoperta dei nuovi barioni

Questa notizia risale ad una ventina di giorni fa. L'ho trovata per caso nel sito Galileonet.it. Al Fermilab è stato osservato un nuovo tipo di barione, formato da due quark strange e da uno bottom. Questa particella, Omega-sub-b, è formata da tre quark come i protoni e i neutroni. Il risultato dell'esperimento Cdf, al quale hanno partecipato più di 600 fisici da ogni parte del mondo, è stato pubblicato sulla rivista Physical Review D.
Questa particella, prevista dal Modello Standard, ha vita breve, decade infatti in poco più di un trilionesimo di secondo.
Bisogna soltanto risolvere un "piccolo" dilemma legato alla massa. Lo scorso agosto, sempre dal fermilab, si ebbe notizia della scoperta di un barione Omega-sub-b dotato però di una massa diversa da quella prevista dal Modello Standard.
Perciò, secondo quanto affermato dai ricercatori, saranno necessari ulteriori studi anche se l'ultimo risultato è in perfetto accordo con la teoria.

Vedi: http://arxiv.org/abs/0905.3123v1
Fonte: Galileo

venerdì 17 luglio 2009

I rivelatori che vedono i quanti

Si tratta di LIGO ovvero, Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory. Nato da una collaborazione internazionale, è destinato alla rivelazione delle onde gravitazionali generate da fenomeni esotici come, l'esplosione di una supernova o una collisione fra stelle di neutroni.

Gli interferometri, che captano le onde gravitazionali dei collassi cosmici, possono rilevare effetti quantistici a scala subatomica, secondo quanto affermato dai ricercatori Thomas Corbitt e Nergis Mavalvala del Massachusetts Institute of Technology. In un articolo pubblicato sul New Journal of Physics vi è scritto:"Il presente lavoro, grazie al raggiungimento di temperature dell'ordine dei microkelvin, dimostra che i rivelatori interferometrici di onde gravitazionali, progettati come strumenti di controllo della relatività generale e di fenomeni astrofisici, possono diventare sensibili strumenti di prova di effetti quanto-meccanici macrosopici" (come l'entanglement ad esempio...).

L'interferometro è dotato di specchi posti a 4 chilometri di distanza l'uno dall'altro. Per monitorare gli spostamenti degli specchi vengono utilizzati fasci di luce laser, grazie ai quali LIGO è in grado di registrare spostamenti inferiori al millesimo della dimensione di un protone. Del resto è la sensibilità richiesta dato che l'effetto delle onde gravitazionali è decisamente molto piccolo. Attendiamo i risultati.

Vedi articolo: http://www.iop.org/EJ/abstract/1367-2630/11/7/073032/
Fonte: Le Scienze

giovedì 16 luglio 2009

Moonwalk one

Dopo quarant'anni spunta un documentario segreto commissionato dalla Nasa. Lo trovate a questo indirizzo: http://tv.repubblica.it/copertina/1969-l-altra-faccia-della-luna/35102?video.
Sempre sul sito di Repubblica, sono state pubblicate una serie di domande sulle missioni lunari. Ne riporto alcune:
1)Chi furono i primi due uomini a scendere sulla Luna?
Neil Armstrong e Edwin Buzz Aldrin, Michael Collins rimase in orbita attorno al satellite

3)Quanto era potente il computer di bordo del Modulo Lunare?
Non più di un cellulare dei nostri giorni.

4)Quanti furono gli uomini che scesero sulla Luna?
In tutto 12, arrivati con le missioni Apollo11, 12, 14, 15, 16 e 17.

11)Quanto consumava il primo stadio del Saturno 5?
I suoi motori in due minuti di lavoro, bruciavano poco più di 2 milioni di litri di combustibile.

14)E' vero che il Presidente Nixon aveva già scritto un discorso nel caso di un incidente sulla Luna?
Si. Coperto dal segreto di Stato è rimasto sconosciuto per più di 30 anni. "Il destino ha voluto che gli uomini che sono andati ad esplorare la Luna, rimangano sulla Luna a riposare in pace...", dicevano le prime parole.

15)Qualche missione Apollo andò a visitare oggetti precedentemente lanciati dall'uomo sulla Luna?
Si, quella di Apollo 12, che visitò il Surveyor 3, sceso sulla Luna nel 1967

26)Quali furono le ultime parole storiche dette sulla Luna?
"Qui l'uomo completò la sua esplorazione della Luna nel dicembre 1972. Possa lo spirito della pace nel nome della quale qui giungemmo riflettersi sulla vita di tutti gli uomini", dette dal comandante Eugene Cernan. (Non c'è che dire...molto poetico!)

27)Gli astronauti delle missioni Apollo sono ancora tutti vivi?
No, 8 sono morti per cause naturali o incidenti stradali. (Uhmmm...)

40)Per quanto tempo l'astronauta in orbita lunare rimaneva sul lato oscuro del satellite?
Per circa mezz'ora, durante la quale era l'uomo più isolato nell'Universo, perché non poteva parlare con la Terra.

43)Che temperatura c'era sulla Luna?
Da 120°C nella luce solare del mezzogiorno, a -170°C nel cuore della notte lunare. Gli astronauti di Apollo 11 comunque, sperimentarono una temperatura compresa tra 5°C e -100°C.

60)Oltre alla bandiera degli Stati Uniti, ne vennero portate altre sulla Luna?
Il comandante dell'Apollo 17 ne portò una della Cecoslovacchia, in onore dei suoi avi che nacquero in quel Paese.

66)Cosa c'era scritto sulla targa lasciata dagli astronauti di Apollo 11 sulla Luna?
"Qui uomini del Pianeta Terra posero per la prima volta piede sulla Luna. Luglio 1969, A. D. Siamo venuti in pace per tutta l'umanità".

94)Possiamo provare oggi che gli uomini sono scesi sulla Luna?
Si, basta puntare un laser nei luoghi di atterraggio di Apollo 11, 14 e 15. Là venne messo un riflettore-laser, che ancora oggi viene usato per misurare la distanza Terra-Luna. (Questa è la prova che dovrebbe dimostrare senza alcun dubbio che l'uomo è andato sulla Luna, anche se il riflettore-laser potrebbe essere arrivato fin lì senza l'ausilio degli astronauti. Vedi il punto 15)

95)E' vero che anche l'Unione Sovietica raggiunse la Luna nei giorni di Apollo 11?
Si è vero. La raggiunse con la sonda Luna 15, che impattò sul satellite il 21 luglio 1969. Si ipotizza che venne programmata per un atterraggio morbido, ma qualcosa andò male.

100)Quando torneremo sulla Luna?
Secondo i piani della Nasa entro il 2020. Allora verrà costruita una vera e propria base.

Fonte: http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/scienze/anniversario-luna/anniversario-luna/anniversario-luna.html

Il nome del 112-esimo elemento

In un post precedente avevo parlato della scoperta di un nuovo elemento della tavola periodica, ebbene, mancava solo il nome. L'elemento 112, nato da una reazione di fusione nucleare, probabilmente si chiamerà "Copernicium", in onore dell'astronomo Copernico (1473-1543). Il simbolo dell'elemento sarà invece "Cp". Manca solo l'approvazione finale della IUPAC prima del battesimo.

Fonte: esciencenews.com

mercoledì 15 luglio 2009

Plasma relativistico

Nel filmato si vede l’”eruzione” di plasma relativistico da un oggetto siglato come 3C 279, ovvero un buco nero distante da noi ben 5 miliardi di anni luce. Il plasma intermittente si muove alla velocità della luce in una struttura a getto.
I dati radio provengono dal MOJAVE team.

Fonte: lascienzainrete.it

domenica 12 luglio 2009

Il mantello invisibile e le ultime illusioni

Un dispositivo in grado di creare delle illusioni visive potrebbe essere utilizzato, un giorno, per nascondere gli aerei militari o creare "buchi" nelle pareti solide.
L'idea si basa sulle proprietà ottiche dei "metamateriali" che possono deviare il normale cammino della luce quando incontra un oggetto.
Nel 2006, i ricercatori, avevano già utilizzato questa idea per creare un "mantello di invisibilità" (si tratta di dispositivi mascheranti detti cloaking device) in grado di piegare le onde elettromagnetiche intorno ad un oggetto, come l'acqua che scorre attorno ad una pietra, per poi riprendere una traiettoria normale. Qualsiasi oggetto, inserito all'interno di questo "mantello", è effettivamente invisibile.
Sembrerebbe che adesso si sia fatto un ulteriore passo avanti. Secondo quanto afferma Che Ting Chan, fisico presso l'Università di Hong Kong, gli oggetti possono diventare trasparenti o addirittura simili ad altri oggetti. Un mero gioco di distorsioni che in teoria funziona, in pratica, ci sono diversi inconvenienti ingegneristici da superare. Altra cosa interessante: la tecnica potrebbe essere usata per modificare le proprietà ottiche di un materiale opaco, permettendo alla luce di passare da un lato all'altro. Tutto ciò porterebbe a un dispositivo in grado di creare buchi in una parete, permettendo quindi di vedere cosa c'è dall'altra parte (una vera pacchia per i "guardoni"), ma, siamo ancora ben lontani da questo.

Vedi: Physical Review Letters, vol 102, p 253902
Fonte: NewScientist

venerdì 10 luglio 2009

Review: Shortlist for the Royal Society Prize for Science Books 2009 - 08 July 2009 - New Scientist

Ecco una breve lista dei libri candidati al Royal Society Prize for Science Books.
In fondo troverete il regolamento di un concorso al quale potete partecipare se avete già compiuto i 18 anni.
Review: Shortlist for the Royal Society Prize for Science Books 2009 - 08 July 2009 - New Scientist

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mercoledì 8 luglio 2009

Un esempio di "poesia cosmica": La vertigine

La vertigine

Si racconta di un fanciullo che aveva
perduto il senso della gravità...

I

Uomini, se in voi guardo, il mio spavento
cresce nel cuore. Io senza voce e moto
voi vedo immersi nell'eterno vento;

voi vedo, fermi i brevi piedi al loto,
ai sassi, all'erbe dell'aerea terra,
abbandonarvi e pender giù nel vuoto.

Oh! voi non siete il bosco, che s'afferra
con le radici, e non si getta in aria
se d'altrettanto non va su, sotterra!

Oh! voi non siete il mare, cui contraria
regge una forza, un soffio che s'effonde,
laggiù, dal cielo, e che giammai non varia.

Eternamente il mar selvaggio l'onde
protende al cupo; e un alito incessante
piano al suo rauco rantolar risponde.

Ma voi... Chi ferma a voi quassù le piante?
Vero è che andate, gli occhi e il cuore stretti
a questa informe oscurità volante;

che fisso il mento a gli anelanti petti,
andate, ingombri dell'oblio che nega,
penduli, o voi che vi credete eretti!

Ma quando il capo e l'occhio vi si piega
giù per l'abisso in cui lontan lontano
in fondo in fondo è il luccichìo di Vega...?

Allora io, sempre, io l'una e l'altra mano
getto a una rupe, a un albero, a uno stelo,
a un filo d'erba, per l'orror del vano!

a un nulla, qui, per non cadere in cielo!

II

Oh! se la notte, almeno lei, non fosse!
Qual freddo orrore pendere su quelle
lontane, fredde, bianche azzurre e rosse,

su quell'immenso baratro di stelle,
sopra quei gruppi, sopra quelli ammassi,
quel seminìo, quel polverìo di stelle!

Su quell'immenso baratro tu passi
correndo, o Terra, e non sei mai trascorsa,
con noi pendenti, in grande oblìo, dai sassi.

Io veglio. In cuor mi venta la tua corsa.
Veglio. Mi fissa di laggiù coi tondi
occhi, tutta la notte, la Grande Orsa:

se mi si svella, se mi si sprofondi
l'essere, tutto l'essere, in quel mare
d'astri, in quel cupo vortice di mondi!

veder d'attimo in attimo più chiare
le costellazioni, il firmamento
crescere sotto il mio precipitare!

precipitare languido, sgomento,
nullo, senza più peso e senza senso.
sprofondar d'un millennio ogni momento!

di là da ciò che vedo e ciò che penso,
non trovar fondo, non trovar mai posa,
da spazio immenso ad altro spazio immenso;

forse, giù giù, via via, sperar... che cosa?
La sosta! Il fine! Il termine ultimo! Io,
io te, di nebulosa in nebulosa,

di cielo in cielo, in vano e sempre, Dio!

Giovanni Pascoli

martedì 7 luglio 2009

Chi è più geniale, lo scienziato o l’artista?




E’ una domanda ricorrente, posta soprattutto da coloro i quali hanno scelto la via degli studi umanistici. E’ una domanda che apre la via ad un discorso molto ampio e in alcuni casi molto banale. Alcuni letterati hanno la strana abitudine di paragonare le grandi menti. Einstein era un genio? Ma era un genio o era una persona normale che ha studiato tanto….L’appellativo di genio non si dovrebbe usare solo nei confronti di chi dipinge le cappelle sistine, di chi compone musica sinfonica o di chi scrive una Divina Commedia?... Non so se avete mai incontrato persone che ragionano in questo modo, io sì, e la discussione rischia di degenerare nel quasi litigio. Le argomentazioni sono fastidiose, e volte essenzialmente a sminuire il sapere scientifico.
Il poeta o il pittore, rapiti da una estasi creativa, pervasi da quello che lo stesso D’Annunzio definiva come "fuoco", creano le loro opere...ma, in fondo, quando Newton fu colpito dalla mela non si scatenò anche in lui l’estro per creare? Certamente non ha preso in mano un pennello, ma ha dato vita alla legge della gravitazione universale. Schroedinger stesso, rintanato in un rifugio alpino con la sua amante, come un qualsiasi bohemien di tutto rispetto, grazie a quella repentina intuizione che mette in contatto con il tutto, trovò la sua fatidica formula. E questa non è genialità?
Altra accusa: lo scienziato è arido e rende arido tutto ciò che osserva. E’ come se le stelle del firmamento smettessero di brillare semplicemente perché c’è qualcuno che le scruta con occhio analitico, oppure, è come se i fiori perdessero i loro petali profumati perché c’è un botanico che li studia da vicino. Ma non può essere così: la scienza non "spoetizza" il creato. Anzi...trovo molto più seccanti quei "poeti" che decantano la bellezza di un tramonto o si commuovono vedendo la luce lunare riflessa dal mare (ah...l’infinito..). Personalmente, ammetto di non essermi mai commossa davanti ad una formula matematica, né ho pianto, alla prima lezione sulla meccanica quantistica che seguii qualche anno fa (solo davanti a problemi o a teorie particolarmente ostiche, ammetto, di aver pianto a dirotto). Comunque, riporto le parole di Feynman, che si ritrovò a fronteggiare persone del genere (a quanto pare è un problema annoso e internazionale): "I poeti sostengono che la scienza tolga via la bellezza dalle stelle - ridotte a "banali" ammassi di gas. Non c’è nulla di "banale". Anche io posso vedere le stelle nella notte deserta, e sentirle. Ma vedo di meno o di più? La vastità dei cieli estende la mia immaginazione. Bloccato su questa giostra il mio piccolo occhio può catturare luce vecchia di un milione di anni. Un grande disegno di cui sono parte...
...Qual è il disegno, o il significato, o il perché? Non sminuisce il mistero conoscerne un po’. Poiché la verità è ancor più meravigliosa di quanto ogni artista del passato abbia mai immaginato. Perché i poeti moderni non ne parlano? Che uomini sono quei poeti che possono parlare di Giove come se fosse un uomo ma se invece è una enorme sfera rotante di metano e ammoniaca rimangono muti?" Il piacere di scoprire, Richard P. Feynman.
Il processo creativo che sta alla base dei "due saperi" (un sapere è quello letterario e artistico, l’altro è quello scientifico) è esattamente lo stesso (vedi Le due culture, cinquant’anni dopo di Ernesto Carafoli).
Infine concludo riportando un estratto dell’articolo di Giuseppe Longo (Scienza e arte, alla ricerca del senso): "…scienza e arte sono più vicine di quanto non si dica. Inoltre i saperi che esse producono sono complementari: poiché il mondo è complesso, non lo si può descrivere in un solo modo. Ogni descrizione, ogni punto di vista, ogni mappatura ci fornisce un'immagine parziale e più o meno distorta della brulicante, multiforme e rumorosa realtà che ci circonda (realtà, che, in sé, ci resta inaccessibile). Queste varie immagini sono complementari, ma a volte anche inconciliabili o addirittura contraddittorie, perché la descrizione è comunque una traduzione e, come ogni traduzione, non può riuscire del tutto: la coerenza sta nel mondo, non necessariamente nelle sue traduzioni."….
"Questa visione unitaria delle origini è confortata dalla profonda unità di conoscenza e azione: noi siamo nel mondo e conoscere il mondo richiede una nostra azione in esso e, viceversa, ogni azione da noi compiuta ci porta un brandello di conoscenza."

Vedi anche: Il poeta e lo scienziato

sabato 4 luglio 2009

Faust a Copenaghen. Lotta per l'anima della fisica

E’ notte: Faust si rende conto di non sapere nulla; desidera reagire alla conoscenza razionale per avviarsi verso una conoscenza intuitiva e per svelare l'essenza della natura. Vuole arrivare alla chiarezza. Invoca lo Spirito della Terra, ma il suo anelito si tramuta in un senso di sconfitta perché egli sente ancor più dolorosamente la distanza tra l'uomo e le potenze divine, tra la creatura finita e l'infinito e avverte anche l’inutilita’ della sua presunzione......

E' il 1932 e ci troviamo a Copenaghen. Un gruppo di giovani fisici si raduna lì, per discutere e confrontarsi sulle ultime teorie che hanno ormai gettato le basi della fisica moderna. Un giovane fisico di nome Delbruck (futuro vincitore del premio nobel) scrive una parodia del Faust (Goethe, 1749-1832). I ruoli furono affidati ai suoi amici e colleghi fisici, tutti nati tra la fine dell'800 e i primi del 900, giovani scienziati che contribuirono a cambiare il mondo.
Il ruolo di Dio fu assegnato a Bohr, Pauli, geniale ma un "pò" pazzo, si prese la parte di Mefistofele e Ehrenfest, che in quanto a genio e sregolatezza non scherzava affatto, interpretò Faust. Allestirono una commedia divertente, piena zeppa di battute da "fisici". Ridendo e, a volte, litigando furiosamente, discutevano le loro intuizioni. Tutto questo accadeva nel momento in cui la Germania si affidava a Hitler e loro stessi, con il resto del mondo, avrebbero sofferto il dramma del nazismo. Di lì a poco, tutti quei principi e quelle leggi sarebbero stati usati per ben altri scopi, fino ad arrivare alla costruzione della bomba atomica.
Questa è la trama di un libro (vedi la "rubrica dei libri" di D.Olivero) da leggere e che consiglio vivamente ad alcuni amici, con la speranza che possa essere d'aiuto per risolvere "importanti" diatribe da "scienziati".

venerdì 3 luglio 2009

La demolizione "controllata" delle Torri

In questo sito: comedonchisciotte.org, troverete una intervista a Niels Harrit, autore della più convincente confutazione della teoria ufficiale sugli attentati dell'undici settembre.
I risultati della ricerca del prof. Harrit sono stati pubblicati nel febbraio 2009 sulla rivista The Open Chemical Physics Journal. Segue il link all'articolo originale:
http://www.gulli.com/img/2009/groundzero.pdf

Sizewell nuclear disaster averted by dirty laundry, says official report

L'articolo seguente è in inglese. Riguarda un disastro nucleare schivato per pura fortuna. Il fattaccio avrebbe potuto aver luogo in Inghilterra nel gennaio 2007, ma la notizia è trapelata due anni dopo.

Sizewell nuclear disaster averted by dirty laundry, says official report

This article was first published on guardian.co.uk at 15.14 BST on Thursday 11 June 2009. It was last updated at 16.44 BST on Thursday 11 June 2009.

A nuclear leak, which could have caused a major disaster, was only averted by a chance decision to wash some dirty clothes, according to a newly obtained official report.

vedi: http://www.guardian.co.uk/environment/2009/jun/11/nuclear-waste-nuclearpower

Segnalazioni

Navigando nella sempre più caotica rete, mi sono imbattuta su di una raccolta di notizie molto interessanti, pubblicate circa un mese fa. Capita sempre così, vai alla ricerca di una cosa e casualmente ne trovi altre, dimenticandoti cosa stavi facendo e che cercavi. Su questo link trovate tutta una serie di segnalazioni. Qui, nei seguenti post, riporterò solo un paio di questi articoli.

giovedì 2 luglio 2009

La "creatura" delle fogne

Nelle fogne di Raleigh, North Carolina, è apparsa una strana creatura. Secondo i biologi non si dovrebbe trattare di vita extraterrestre.
Ecco il link dove potete trovare il video (mi raccomando, guardatelo solo se avete "stomaco"):
http://tv.repubblica.it/tecno-e-scienze/il-mostro-delle-fogne/34605?video

mercoledì 1 luglio 2009

Meno empatia verso gli stranieri


E' una nuova ricerca fresca fresca appena pubblicata sul The Journal of Neuroscience. Il tema della ricerca è essenzialmente questo: un qualsiasi osservatore è molto più empatico nei confronti di una persona che sta vivendo un momento doloroso se quella persona appartiene allo stesso gruppo sociale.

Lo studio dimostra che la percezione del dolore altrui attiva una parte del cervello associata con l'empatia e l'emozione in maggior misura se l'osservatore e l'osservato sono della stessa "razza". I risultati mostrerebbero che i pregiudizi inconsci verso gruppi estranei al proprio esistono ad un livello basilare (scaturiscono dalla nostra stessa attività cerebrale).

Esiste insomma una certa "parzialità" anche nei normali sentimenti di pietà. La cosa interessante da notare è che questa ricerca viene portata avanti dal lontano 1950 e "finalmente" dà la conferma (attraverso la "neuroimaging technology") di ciò che i ricercatori già si aspettavano. Questa peculiarità va anche ben oltre il concetto di razza. Da alcuni studi è venuto fuori che persone con le stesse origini, arbitrariamente assegnate a gruppi diversi, preferiscono e "privilegiano" con i loro buoni sentimenti persone dello stesso loro gruppo. La zona empatica del nostro cervello sarebbe la corteccia anteriore cingolata (dove ha sede anche il nostro sesto senso). Lo studio, condotto da ricercatori americani e cinesi, ha richiesto la scansione di aree del cervello di gruppi caucasici e cinesi, confermando ovviamente, sempre gli stessi risultati.

Quindi, nel momento in cui ci chiederemo come mai non ci importa molto degli africani che muoiono di fame avremo la risposta definitiva: "è il nostro cervello che funziona così".

Society for Neuroscience (2009, July 1). Less Empathy Toward Outsiders: Brain Differences Reinforce Preferences For Those In Same Social Group. ScienceDaily. Retrieved July 1, 2009, from http://www.sciencedaily.com­ /releases/2009/06/090630173815.htm